La Chicchetta - 96

martedì 10 marzo 2009

Basta con le mimose adesso leggi più serie

L’8 marzo, "festa della donna". Sorrisi abbracci e tante mimose per un rituale ormai senza senso. Sapevo che avremmo assistito all’ennesima melensa, stucchevole e imbarazzante giornata di "liberazione". Politici e istituzioni di maggioranza ed opposizione ce l’hanno messa tutta perchè alla fine il teatrino mediatico tracimasse attraverso i telegiornali nelle nostre case. A Roma, per la maggioranza, il presidente della Camera Fini ha parlato insieme al sindaco Alemanno ad un piccolo parterre di donne che contano. Rispetto allo scorso anno al posto della iperattiva Santanchè due combattive ministre, la Meloni e la Carfagna. La risposta dell’opposizione invece è stata affidata ad un sorridente ma abbacchiato Franceschini che a Casal Bertone distribuiva, ad uso e consumo delle Tv, piccoli ciuffi di mimose ad entusiaste militanti impegnate a fargli dimenticare il momento più buio di un Pd allo sbando. A vedere quelle immagini sono stato assalito da un irrefrenabile senso di tristezza. Se questa è la risposta al degrado sociale, alla violenza dilagante e alla mancanza di sicurezza che oggi colpisce soprattutto le donne, penso che di questi rituali possiamo farne tranquillamente a meno. A destra come a sinistra. Il Paese e la gente hanno bisogno d’altro. C’è necessità di uno Stato che ponga fine al dilagare della paura, del terrore che ronde formate da volenterosi cittadini non sono in grado di esorcizzare. Si deve tornare al controllo del territorio da parte di polizia e Carabinieri. Uno Stato che non controlla il territorio non è uno Stato è un condominio sociale senza regole, aggredibile da pericolose derive sul piano dell’ordine pubblico.
Domanda: perchè non proviamo a dare meno mimose ma qualche legge di qualità condivisa che assicuri la svolta sia sul piano del lavoro che quello della sicurezza?

By Angelo Stelitano


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