La Chicchetta - 174

mercoledì 22 luglio 2009

Pensionati e dipendenti. Più ricchi di padroni e società

I conti in tempi di crisi non tornano mai, ma se la crisi non c’è e il risultato è lo stesso allora a non tornare non sono i conti ma qualcos’altro. Ristoratori che guadagnano come i pensionati tra i 14.500 e i 13.500 euro l’anno. Commercianti, al pari dei propri dipendenti, che dichiarano non più di 19mila euro lordi. Imprenditori edili remunerati come insegnanti alla prima nomina. Piccole aziende che incassano redditi da fame non superiori a 17mila euro all’anno. Quella che emerge dalla lettura delle dichiarazioni fiscali del 2008 diffuse domenica dal dipartimento fiscale del ministero dell’Economia e riferite al 2007, a prima cioè dell’epidemia finanziaria, è un’Italia ridotta al lastrico, senza risorse né energie. Le sintesi, come sempre, non offrono una fotografia pienamente corrispondente dei fenomeni, ma analizzando i dati del fisco e facendo i dovuti raffronti emergono contraddizioni che non potevano non suscitare polemiche: «I dati emersi sono scandalosi, i redditi dichiarati non sono credibili» è stata l’accusa dei rappresentanti dei consumatori che ora chiedono interventi contro l’evasione fiscale. «L’ interpretazione dei dati è artefatta e distorta per criminalizzare autonomi e commercianti» è stata la risposta delle associazioni di categoria. Come spiegare allora che il reddito medio degli imprenditori della categoria “servizi di alloggio e di ristorazione” è in media di 14.597 euro, che crolla a 13.545 euro per 100mila su 120mila imprenditori del settore che hanno optato per una forma societaria che consente la contabilità semplificata? Un guadagno praticamente di soli 97 euro lordi in più dei pensionati che hanno dichiarato nello stesso anno 13.448 euro a persona. Poco meno di un lavoratore dipendente che mediamente in Italia, dichiara sui 19.335 euro l’anno. Molto meno di un lavoratore autonomo la cui dichiarazione dei redditi, invece, si attesta sui 37.124 euro, grazie però al contributo offerto da professionisti e medici di dichiarata fama che ne alzano la media. Ma “particolare” è soprattutto la situazione delle mini società che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto produttivo italiano, di quel “made in Italy” di cui andiamo fieri, e che in media hanno dichiarato meno di 17.007 euro: pari a uno stipendio mensile da 1.400 euro lordi. Una galassia variegata in cui vi rientrano soprattutto gli operatori del settore del commercio dove, la media di reddito si attesta su 19.795 euro, ma che crolla appunto a 17.507 euro (come un metalmeccanico con dieci anni di esperienza) per le 672mila società all’ingrosso e al dettaglio che applicano la contabilità semplificata. Delle costruzioni, dove gli imprenditori guadagnano meno di un maestro elementare in prima nomina, con 20.317 euro che scende a 18.582 euro per le 380mila società “semplificate”. Del trasporto, (82mila), con redditi che si attestano sui 16.837 euro di reddito di media e che, come al solito, per la formula “semplificata” scende a 15.468 euro. E meglio non è andata per gli agenti immobiliari, nonostante l’alto prezzo degli immobili (sui quali applicano le provvigioni) e dove la media dichiarata dal settore è stata di 21.596 euro: 11.759 euro per i circa 1.000 agenti immobiliari, lavoratori autonomi, e 17.507 euro per le 672mila società con la formula della contabilità semplificata. Sopra la media, rimangono solamente i lavoratori autonomi, professionisti (561mila tra notai, avvocati, commercialisti a geometri) che dichiarano in media 36.369 euro, i medici e sanitari (218mila) che dichiarano 44.205 euro lordi l’anno, gli artisti e gli sportivi con in media 24.800 euro dichiarati (12.574 per le società in contabilità semplificata e 32.027 per chi stacca le ricevute come lavoratore autonomo).


By Angelo Stelitano


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