La Chicchetta - 136

martedì 12 maggio 2009



Ogni anno il 25% dei dipendenti dovrà accontentarsi del salario base, senza neanche un centesimo di incentivo di produttività. E ogni anno verrà stilata la classifica dei dipendenti pubblici: in ciascuna amministrazione si farà una graduatoria dei dipendenti, dal più bravo al meno bravo. Sulla base di questa classifica si decideranno gli stipendi e le carriere.
Al termine di un anno di lavoro, tutto il personale viene giudicato secondo i risultati individuali e si crea così una graduatoria. Il 25% dei dipendenti che si trovano ai primi posti della classifica riceve il premio intero. Il 50% della fascia centrale avrà il premio dimezzato. Infine il 25% che finisce in fondo alla classifica non avrà niente. Detto in altro modo, su quattro dipendenti ce ne saranno due con il salario accessorio normale, uno che lo riceverà raddoppiato e uno che invece non vedrà neanche un centesimo.
Chi sarà a dare i voti in pagella? Alcuni articoli del provvedimento prevedono che la formulazione delle graduatorie spetti a un apposito “Organismo per la valutazione”: una specie di commissione che dovrà nascere in ogni amministrazione, nominata dal responsabile politico (il ministro, il sindaco, eccetera). In altri passaggi del testo però si legge che il compito di giudicare il lavoro dei dipendenti spetta ai dirigenti loro diretti superiori.
Le classifiche non serviranno solo a distribuire il salario accessorio. Il giudizio annuale inciderà anche sulle promozioni, gli avanzamenti economici, l'assegnazione di incarichi, l'accesso a corsi di formazione.
Quando il decreto entrerà in vigore (Brunetta prevede l’operatività già dal mese di Giugno) i sindacati del pubblico impiego conteranno molto meno di prima. Lo spazio della contrattazione viene ridotto, molte cose saranno decise per legge. Per i contratti nazionali diventa vincolante il parere della Corte dei conti, mentre gli accordi integrativi raggiunti nelle singole amministrazioni potranno essere bocciati dal ministro della Funzione pubblica. Non solo, ma per le norme siglate nei contratti costituirà in qualche modo un limite anche “l'autonoma decisione definitiva” del dirigente. Viene infine istituita una regola di incompatibilità fra attività sindacale e dirigenza: gli ex sindacalisti non potranno essere nominati alla guida di un ufficio, né potranno entrare nei vari organismi di valutazione.


COMMENTO: ma questo Decreto Legislativo non è forse figlio legittimo dei scellerati accordi separati, con esclusione della CGIL, firmati con il Governo da CISL, UIL, UGL ed altri che oggi si indignano per non essere stati consultati?


By Angelo Stelitano







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