La Chicchetta - 131

martedì 5 maggio 2009


Addio medico di famiglia


La "bozza di accordo per la Medicina Generale" prevede l'obbligatorietà di adesione alle "Unità complesse delle cure primarie" che comporterà l'aggregazione forzata dei singoli medici in equipé a livello distrettuale in sedi uniche messe a disposizione dalle Aziende Sanitarie.
È evidente che i medici dovranno abbandonare i propri studi, presenti diffusamente sul territorio a volte anche nelle frazioni, ed accentrarsi in queste strutture che saranno a tutti gli effetti dei poliambulatori pubblici come dei piccoli "discount sanitari" con prodotti contingentati. In queste strutture sarà forse garantita un'assistenza più estesa con riguardo agli aspetti sociali e specialistici e verosimilmente più prolungata nell'arco della giornata (per la turnazione dei diversi medici), ma ciò sarà possibile solo nei centri più grossi lasciando sguarnito una gran parte del territorio.
È infatti impensabile che il medico obbligato ad operare nelle sedi delle "Unità complesse" possa poi contemporaneamente mantenere, in forma singola, l'attività nel suo studio privato come avviene attualmente.
Nel testo della bozza d’accordo sono state sommate le negatività del vecchio accordo del 2005 con quelle della preintesa del 2008 con il risultato di aumentare le criticità per gli operatori, ma soprattutto per gli assistiti e di assestare un colpo mortale all'organizzazione della Medicina Generale (Mg), apprezzata a livello internazionale e dai cittadini italiani.
È infatti il danno arrecato ai cittadini e al Ssn che crea la maggior preoccupazione oltre alle implicazioni sui medici che si troveranno a lavorare in condizioni peggiori e quindi sempre più impossibilitati ad erogare una buona assistenza personalizzata alle esigenze del singolo malato.


1. Viene inferto un duro colpo al principio della libera scelta del medico di Mg ed al rapporto individuale di fiducia, ora personale e familiare, tra medico ed assistito/cittadino.
2. Viene pregiudicata la capillare presenza del medico di Mg sul territorio anche nei piccoli comuni che ha dato in questi anni concretezza ad una Sanità (almeno per le cure primarie) vicina ai malati e alla loro residenza.


Voglio stigmatizzare l'ulteriore problema delle strutture che diventeranno pubbliche e pertanto rischiano di essere, nella maggioranza dei casi come avviene già per le sedi di "guardia medica", delle "topaie" senza il rispetto delle norme di sicurezza e d'igiene anche in considerazione che saranno frequentate da migliaia di assistiti.


Mi chiedo: un accordo di categoria può regolare aspetti di un servizio pubblico che coinvolge così pesantemente tutti i cittadini?


La nuova organizzazione prevista nell'accordo dei medici di famiglia è, a mio avviso, contro legge e risponde solo ad esigenze economiche ed organizzative dell'apparato amministrativo e politico delle Regioni.


By Angelo Stelitano



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