La Chicchetta - 42

lunedì 24 novembre 2008


QUATTRO MILIONI. COMPENSI ALL'AUTORITY CON VOTO BIPARTISAN


Il costo di Brunetta


Anche dietro la norma «anti-fannulloni» del ministro Brunetta spuntano immancabili le solite consulenze pagate a carico della collettività. La delega al governo finalizzata all'ottimizzazione delle produttività del lavoro pubblico è stata approvata dalla commissione del Senato. Curiosità: si tratta del primo provvedimento bipartisan di una legislatura in cui litiga su tutto. Ma dalla commissione il provvedimento, che in origine prevedeva espressamente che i commissari dell'authority anti-fannulloni prestassero la loro opera «a titolo gratuito», è uscito con costi che, secondo una nota tecnica preparata a via XX Settembre, assommerebbero a ben quattro milioni di euro.

Il trucchetto?

Basta leggere il disegno di legge (numero 847), che il ministro Brunetta ha riassunto in quattro parole d'ordine: più trasparenza, standard, premi e punizioni per chi non fa il proprio lavoro. A leggere il testo arrivato in commissione (articolo 3 punto d), il ddl prevedeva «l'istituzione presso il Dipartimento di funzione pubblica, eventualmente in raccordo con altri enti o soggetti pubblici, di un organismo centrale (...) con il compito di validare i sistemi di valutazione adottati dalla singole amministrazioni centrali, indirizzare, coordinare e sovrintendere all'esercizio delle funzioni di valutazione, nonché di informare annualmente il ministro per l'Attuazione del programma sull'attività svolta". La centrale di controllo anti-fannulloni era praticamente a costo zero. Tanto che si leggeva poche righe più sotto «i componenti del predetto organismo, scelti tra persone di elevata professionalità, anche estranee all'amministrazione, prestano la loro collaborazione a titolo gratuito». Fin qui una pagina di bella politica: una norma anti-fannulloni che si fonda su un organismo di controllo che non costa nulla. Il problema è che, nell'accordo trovato in commissione Affari costituzionali del Senato, il punto d dell'articolo 3 è stato inghiottito dal nulla. E la famosa «collaborazione a titolo gratuito» dei componenti dell'organismo anti-fannulloni è svanita. Il nuovo testo approvato dalla commissione è che la centrale anti-fannulloni non è più gratis. I componenti, «di numero non superiore a cinque», sono pagati. Eccome. La relazione tecnica «sugli oneri finanziari derivanti dall'emendamento per come riformulato» - preparata a via XX settembre prevede che il costo complessivo dell'operazione può arrivare a 4 milioni euro. 8 miliardi del vecchio conio.

Ce n'è per tutti.

1milione e 500mila euro (onere massimo previsto) «per compensi, comprensivi degli oneri riflessi, spettanti ai componenti dell'Agenzia, da fissare con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione di concerto col Ministero dell' economia»;
500mila euro «per l'affidamento di consulenze e incarichi di collaborazione»;
700mila euro «per la stipula di convenzioni con enti e università»;
500mila euro «per il funzionamento e spese connesse alla segreteria tecnica»;
400mila euro «per l'acquisto e la manutenzione di beni strumentali e per gli oneri di funzionamento della struttura»;
400mila euro «per le spese concernenti all'affitto della sede ed eventuali oneri connessi»;
Totale: 4 milioni di euro.


«La collaborazione a titolo gratuito» dei componenti dell'organismo anti-fannulloni (a proposito: chi saranno i predestinati?) avrebbe portato un discreto risparmio alle casse pubbliche e sarebbe stata in linea con il taglio delle consulenze pubbliche, una delle battaglie su cui Brunetta più si è speso dall'inizio della legislatura.


il Riformista di mercoledì 19 novembre 2008, pagina 7

Un ringraziamento particolare per questo articolo a NOEMI POLITI.



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