La Chicchetta - 36

venerdì 14 novembre 2008


E’ facile prevederlo quando l’anfitrione non è, come nel film famoso, Spencer Tracy, bensì l’attuale presidente del Consiglio. E così a restare fuori dall’incontro tra governo e sindacati è stato Guglielmo Epifani, il leader del sindacato maggiormente rappresentativo. E con lui Renata Polverini che pur essendo di destra ama mostrarsi poco docile. E’ un già visto. L’altra volta finì in un patto scritto sulla sabbia. L’ambizione è sempre quella: spaccare i sindacati. Eppure l’incontro era stato chiesto da tutti e tre: Cgil Cisl e Uil. Non per qualche mancia. Per interventi urgenti su salari, pensioni, precari, tariffe, prezzi. Stupisce – salvo smentite – la discreta compiacenza di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Hanno accelerato la rottura sindacale. Devono aver detto: C’è la recessione? L’Italia sta per affrontare una crisi dura? Vediamoci tra noi. Lasciamo fuori la Cgil. Spingiamola a proclamare lo sciopero generale. Facciamo il sindacato di centrodestra e il sindacato di centrosinistra. Un sondaggio di Renato Mannheimer spiegava nei giorni scorsi di come il sindacato stia perdendo autorità e prestigio. Queste cene per pochi eletti rischiano di far lievitare le percentuali negative. C’è attorno un disagio profondo. L’Alitalia è uno specchio ma si moltiplicano i casi di crisi aziendali. Con un governo capace solo di rigurgiti autoritari poco produttivi, una dissennata frammentazione sindacale che solo una legge sulla rappresentanza potrebbe dissipare. Sarebbe necessario aiutare non la divisione sindacale ma il suo contrario. Non è una cosa da nostalgici. L’alternativa al sindacato unito, non è la sana competizione, come dice qualche amico.

E’ la giungla, il caos. Occorre reagire. Lo sciopero generale della Cgil può essere un segnale, una scossa. Per tutti.




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