La Chicchetta - 23

venerdì 24 ottobre 2008

Ma se cade un asteroide mi pagano

Lo sappiamo già che ogni tanto il monte premi del Superenalotto ha una crisi di crescita incontrollata. In fondo il meccanismo è fatto proprio per quello. Cioè più il premio cresce, più persone sono attratte a giocare. Più persone giocano, più il premio cresce. Che poi la probabilità di vincere sia appena un po’ scarsina non turba nessuno. Basta che esista, in fondo. Cosa volete che importi il fatto che vincere sia così improbabile, ma così improbabile che è più facile, invece, che un asteroide gigante colpisca la terra. Un superenalottista convinto, se glielo dite avrà come primo pensiero qualcosa del tipo "ma se l’asteroide colpisce la terra, poi il premio me lo pagano lo stesso". L’altra cosa divertente è che qualcuno si prenda la briga di calcolare quante persone si potrebbero far felici dividendo il premio. La risposta dipende. Ad esempio in un sacco di posti dove si guadagna un euro al giorno è facile stabilire che con il montepremi attuale se ne potrebbero far felici circa 100 milioni. Calcolando che un incontentabile che non si rallegra per un intero euro si trova sempre. Certo che è geniale il fatto ci si metta d’accordo in qualche milione di persone per farne arricchire almeno una. L’importante in fondo è che resti la speranza, e il jackpot cresca, e prima o poi la combinazione vincente esca.

Esca, ecco, questa parola mi ricorda qualcosa.

P.S.: A Catania i 100 e più milioni di euro.

By Angelo Stelitano


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