La Chicchetta - 86

venerdì 20 febbraio 2009

Una battuta di Berlusconi, durante un comizio in Sardegna, fa infuriare Buenos Aires

Ancora una battuta incontenibile. Che solleva una bufera e sfiora l'incidente diplomatico. Stavolta accade durante un comizio elettorale in Sardegna, per assicurare gli ultimi voti al suo pupillo Ugo Cappellacci. E l'ironia che manda su tutte le furie Buenos Aires. «Per la sinistra sono quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con il pallone, poi apriva lo sportello e diceva: c'è una bella giornata fuori, andate un pò a giocare» dice Silvio Berlusconi lo scorso venerdì dal palco di Cagliari. «Fa ridere, ma è drammatico» aggiunge il premier, ma intanto il dado è tratto. Quelle poche parole, prima riportate dal quotidiano l'Unità, vengono riprese dal giornale argentino Clarin, che in prima pagina titola: «Berlusconi, macabro con i desaparecidos». Una frase, quella del presidente del Consiglio, che crea momenti di forte tensione tra l'Argentina e l'Italia. Con il ministero degli Esteri di Buenos Aires che convoca d'urgenza l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere «la profonda preoccupazione» per le presunte frasi attribuite al Cavaliere sui voli della morte utilizzati tra il 1976 e il 1983 durante l'ultimo regime militare. L'ambasciatore, a sua volta, afferma che c'è l'assoluta certezza che da parte di Berlusconi non vi è stato «alcun intento offensivo», ma semmai «una netta presa di distanza dalla dittatura argentina». «Tutto un equivoco» ripetono ancora le fonti del governo italiano. In serata però, dopo la bufera scatenata, arriva la dura reazione di Palazzo Chigi. «È un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione» si legge in una nota. Secondo il comunicato del governo, quelle frasi sono state «stravolte e addirittura rovesciate».


Stavolta è davvero troppo. Scherzare sull'orribile fine dei desaparecidos in Argentina, tra cui molti nostri connazionali, è imperdonabile.



By Angelo Stelitano


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