La Chicchetta - 81

giovedì 12 febbraio 2009

Accadde Oggi
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12 Febbraio 1980

Ucciso Bachelet

I terroristi uccidono il vicepresidente del Csm e professore di diritto amministrativo all'Università di Roma Vittorio Bachelet.
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Razzismo, informazione e politica




Il recente episodio del "barbone" indiano bruciato nella stazione ferroviaria di un paese laziale, pone un forte interrogativo sulla sensibilità e il livello culturale generale del nostro Paese. In televisione abbiamo sentito dei commenti di tipo diverso sulla personalità dei giovani sciagurati che hanno commesso quell'efferato crimine, che solo per un miracolo non è finito in tragedia. Fa specie tuttavia che qualcuno, abbia parlato, come al solito, di "mele marce" o di persone particolari senza affrontare il problema del sottofondo culturale e dell'origine socio-culturale di simili episodi. La mia sensazione infatti è che ridurre l'episodio ad un fatto isolato non sia la giusta spiegazione e non serva a nulla. Non ce l'ho particolarmente con le persone responsabili del fatto che, fatte salve le loro pesantissime responsabilità penali, vedo più come vittime che come carnefici. Voglio invece considerare il contesto culturale in cui un fatto del genere avviene. Il contesto, per la stragrande maggioranza dei nostri concittadini, è dato dai giornali e dalle televisioni. Quando però si sente affermare da insigni rappresentanti del popolo sulla stampa e la TV che gli immigrati vengono da luoghi dove non vi è storia né cultura, si ha l'impressione che qualche cosa nel livello culturale di chi ci rappresenta sia gravemente carente. Se poi si considerano i diversi trattamenti che vengono riservati a certe notizie dalla stampa, e cioè che gli stupri fatti dai nostri connazionali hanno molta minor visualizzazione giornalistica (vedi quello di Capodanno) di quelli consumati da stranieri e romeni, si può percepire quale è il quadro divulgativo di tali pur ignobili episodi. Se poi sentiamo quotidianamente da alcuni esponenti politici, che sventolano come loro bandiera e programma politico il contrasto diretto e dichiarato verso esseri umani di origine diversa da noi, allora è evidente la responsabilità di quella sub-cultura, che pretende di essere legittimata per il solo fatto che alcuni esponenti politici che la propongono sono oggi addirittura al governo del Paese. Boicottare i ristoranti etnici, rivedere in modo tendenzioso la normativa sulla residenza, far proliferare ordinanze in materia di ordine pubblico che tuttavia hanno ben dichiarati obiettivi, dichiararsi "padroni a casa nostra"; indicare sistematicamente le moschee come luoghi di eversione e come covi di progetti criminali e dunque opporsi alla realizzazione di luoghi di culto musulmani, altro non è che propagandare una società nella quale chi è più forte prevale e prevarica, mentre chi è più debole deve subire certi suoi attacchi. Se poi si dichiara che contro l'immigrazione (che quasi sempre all'inizio è clandestina), il ministro Maroni dice che bisogna essere cattivi, si comprende tale contesto. In questo clima, giovani ragazzi nati in ambienti culturali non certo di livello elevato non possono che assimilare modelli di discriminazione, di tensione e di odio, forti delle parole di ministri e parlamentari ai quali purtroppo fa puntuale eco l'informazione dei media.


Se queste sono le premesse, credo che sia a questo punto compito della politica, o per lo meno di chi la politica la intende come un impegno sociale per l'elevazione della persona umana e il progresso sociale, combattere fortemente e in maniera autenticamente democratica chi fa invece della sopraffazione e della discriminazione il proprio modo e sistema di vita, nonché il proprio programma politico.



By Angelo Stelitano



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