La Chicchetta - 80

mercoledì 11 febbraio 2009

Accadde Oggi
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11 Febbraio 1929

I Patti lateranensi

Vengono stipulati tra tra lo Stato italiano e la Santa Sede i Patti lateranensi. Attraverso il Concordato, Mussolini porta così dalla sua parte l'ultimo centro di potere rimasto fino ad allora estraneo alla "diarchia" Re-Duce.La proclamazione della conciliazione fra Stato e Chiesa coglie di sorpresa i contemporanei, perché si tratta di uno dei pochi aspetti della politica italiana su cui il segreto è mantenuto fino in fondo. In realtà l'accettazione, da parte del Vaticano, dello Stato liberale moderno si è già configurata con il patto Gentiloni e si era poi concretizzata del tutto con la nascita del Partito Popolare; inoltre la comune posizione anti-comunista e anti-sovversiva ha spinto dalla stessa parte della barricata fascismo al potere e Chiesa cattolica; ed il segnale più evidente di acquiescenza della Chiesa al fascismo era stato l'ordine di scioglimento del Ppi.

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La Costituzione russa di Moro e De Gasperi



Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio ha affermato che la Costituzione è “una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello”. L’affermazione di Berlusconi non è affatto nuova. L’11 aprile del 2003 Berlusconi affermava: “Mi sono più volte anche pubblicamente lamentato del fatto che la nostra legge fondamentale dà alle imprese poco spazio”. E ancora: “La formulazione dell’articolo 41 e seguenti risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione”. Ecco il testo dell’art. 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Sotto il precedente governo Berlusconi furono approvati vari cambiamenti alla Costituzione. Essi furono clamorosamente bocciati col referendum del 25/26 giugno 2006: votanti 52.3%, sì 38.7%, no 61.3%. Il 27 dicembre 2008, a proposito di giustizia e federalismo, Berlusconi aveva ribadito la volontà di cambiare la Carta. Oggi c’è l’attacco alle garanzie costituzionali che limitano la possibilità di emanare decreti legge solo ai “casi straordinari di necessità e urgenza” (art. 77). Tali garanzie sono una barriera a qualsiasi tentativo di qualsiasi governo di imporre qualsiasi legge con l’approvazione del parlamento “a posteriori”. Ma la Costituzione è del 1948, “molti anni fa”. Quella americana entrò in vigore nel 1788 e nessuno si sognerebbe di dire che è “vecchia”. La Costituzione italiana fu scritta e approvata da una Assemblea Costituente in cui c’erano comunisti, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani. Da Togliatti a Nenni a Einaudi a De Gasperi a Benedetto Croce ad Aldo Moro.


Personalità davanti a cui molte di quelle attuali, con rispetto parlando, fanno ridere (o piangere).


Rimangono due fatti.

Primo: la funzione di garanzia del Presidente della Repubblica è ineliminabile.
Secondo: la volontà popolare espressa tre anni fa vieta qualsiasi stravolgimento della Costituzione.


By Angelo Stelitano


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