La Chicchetta - 69

martedì 27 gennaio 2009


27 gennaio il Giorno della memoria

"... Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli..."
da "Se questo è un uomo" di Primo Levi


"Il Giorno della memoria" è stato istituito per legge dal Parlamento italiano il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, per ricordare le vittime del nazismo

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Il nostro piangere fa male al re


Chi ascolta le parole di Berlusconi in questo periodo non può che ricordarsi di una canzone di Enzo Jannacci, il quale sosteneva di aver visto una serie di personaggi intenti a piangere. L’ultimo dei quali, un contadino, metafora del povero diavolo attuale, al quale il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore, persino il cardinale l’han mezzo rovinato, gli han portato via la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di kaki, la radio a transistor, i dischi di Little Tony, la moglie, un figlio militare e come se non bastasse gli hanno ammazzato anche il maiale…Sappiamo quali sono i soggetti che portano via la casa agli italiani, i personaggi siedono nei consigli d’amministrazione di importanti istituzioni finanziarie che agiscono con il concorso di numerosi altri soggetti riassumibili sotto la categoria del ricco o dell’imperatore. Non contenti di tutto questo agglomerato di danni al poer crist portano via tutto quello che possono, fino ad umiliarlo privandolo anche della moglie. Ma così come cantava nel 1968 Enzo Jannacci nonostante tutte le disavventure che siamo costretti a sopportare dobbiamo sorridere, dobbiamo spendere, perché sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam.


Sono passati 40 anni ma il testo pare tremendamente attuale.


Ecco il testo:


Dai dai, conta su…ah be, sì be….- Ho visto un re.- Sa l’ha vist cus’è?- Ha visto un re!- Ah, beh; sì, beh.- Un re che piangeva seduto sulla sella piangeva tante lacrime, ma tante che bagnava anche il cavallo!- Povero re!- E povero anche il cavallo!- Ah, beh; si`, beh.- è l’imperatore che gli ha portato via un bel castello…- Ohi che baloss!- …di trentadue che lui ne ha.- Povero re!- E povero anche il cavallo!- Ah, beh; sì, beh.- Ho visto un vesc…- Sa l’ha vist cus’è?- Ha visto un vescovo!- Ah, beh; sì, beh.- Anche lui, lui, piangeva, faceva un gran baccano, mordeva anche una mano.- La mano di chi?- La mano del sacrestano!- Povero vescovo!- E povero anche il sacrista!- Ah, beh; sì, beh.- è il cardinale che gli ha portato via un’abbazia…- Oh poer crist!- …di trentadue che lui ce ne ha.- Povero vescovo!- E povero anche il sacrista!- Ah, beh; sì, beh.- Ho visto un ric…- Sa l’ha vist cus’è?- Ha visto un ricco! Un sciur!- Sì…Ah, beh; sì, beh.- Il tapino lacrimava su un calice di vino ed ogni go, ed ogni goccia andava…- Deren’t al vin?- Sì, che tutto l’annacquava!- Pover tapin!- E povero anche il vin!- Ah, beh; sì, beh.- Il vescovo, il re, l’imperatore l’han mezzo rovinato gli han portato via tre case e un caseggiato di trentadue che lui ce ne ha.- Pover tapin!- E povero anche il vin!- Ah, beh; sì, beh.- Ho vist un villan.- Sa l’ha vist cus’è?- Un contadino!- Ah, beh; sì, beh.- Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore,persino il cardinale, l’han mezzo rovinato gli han portato via:la casa il cascinale la mucca il violino la scatola di kakila radio a transistori dischi di Little Tony la moglie!- E pò, cus’è?- Un figlio militare gli hanno ammazzato anche il maiale…- Pover purscel!- Nel senso del maiale…- Ah, beh; sì, beh.- Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!Ah! Ah! Ah!- Ma sa l’è, matt?- No!- Il fatto è che noi villan…Noi villan…E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam,e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam!



By Angelo Stelitano



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