La Chicchetta - 65

giovedì 22 gennaio 2009

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Macerata 1817 Gli insorti antipapalini affiggono sui muri questo proclama:
"Quando l'altissimo Iddio vuole punire i popoli,li consegna al governo degli imbecilli"
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Il lavoro in Europa
Notiziario sulle politiche attive del lavoro in Europa
(stralcio)

Il Rapporto Oil sul mondo del lavoro 2008

Le ineguaglianze nei redditi sono cresciute negli ultimi anni, nonostante la forte crescita economica che ha creato milioni di nuovi posti di lavoro (pari a un incremento del 30% dell’occupazione a livello globale) a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. A dirlo è il Rapporto sul mondo del lavoro 2008, appena pubblicato dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil). “Il peso maggiore della crisi economica e finanziaria scoppiata quest’autunno” si legge nello studio “cadrà sulle spalle di centinaia di milioni di persone che non hanno tratto benefici dalla recente crescita, a meno che non siano adottate riforme strutturali a lungo termine”. Il Rapporto esamina salari e crescita in oltre 70 Paesi sviluppati e in via di sviluppo e propone di promuovere l’Agenda sul lavoro dignitoso dell’Oil, allo scopo di legare le politiche del lavoro e sociali, mirate a favorire l’occupazione, con quelle economiche, che puntano a migliorare i redditi e la loro redistribuzione.
Fra gli inizi degli anni Novanta del secolo scorso e il 2007, nella maggior parte dei Paesi considerati dal Rapporto l’occupazione è cresciuta, ma nello stesso tempo è aumentato il divario fra i più ricchi e i più poveri. E’ salita, inoltre, anche la disparità fra i salari e gli stipendi di operai e impiegati e le remunerazioni dei dirigenti: negli Stati Uniti, nel 2007, gli amministratori delegati delle 15 maggiori società hanno guadagnato 520 volte di più di un lavoratore medio (nel 2003 tale rapporto era di 1 a 360). Dislivelli simili, anche se con paghe più basse di partenza, si registrano anche in Australia, Germania, Hong Kong, Olanda e Sudafrica. Il Rapporto sottolinea anche quanto sia diminuito il peso dei salari nella formazione del reddito nazionale, soprattutto in America Latina (- 13%), Asia (- 10%) e Paesi sviluppati (- 9%). “Già ora” afferma il Rapporto Oil “si percepisce in molti Paesi che la globalizzazione non lavora a vantaggio della maggioranza della popolazione.

La sfida politica è dunque di assicurare incentivi adeguati per lavorare, imparare e investire, cercando allo stesso tempo di evitare ineguaglianze nei redditi socialmente dannose ed economicamente inefficienti.



By Angelo Stelitano


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