La Chicchetta - 68

lunedì 26 gennaio 2009

----------------------------------------------------------------------
Macerata 1817 Gli insorti antipapalini affiggono sui muri questo proclama:
"Quando l'altissimo Iddio vuole punire i popoli,li consegna al governo degli imbecilli"

Ci si chiede:

Quando la misericordia di Dio ci fu propizia?Quando mai noi italiani abbiamo meritato la misericordia divina?
----------------------------------------------------------------------

Guarire gli omosessuali?


Luca Trentini


Se domani qualcuno si alzasse e iniziasse a predicare che l'eterosessualità è una malattia psichiatrica, che la condizione eterosessuale è fonte di indicibili sofferenze, che è determinata da un rapporto conflittuale con i genitori e vi proponesse una terapia per diventare gay come reagireste? Come minimo iniziereste a deridere questi ciarlatani e chiedereste una prova scientifica. Pensate invece a noi omosessuali che dobbiamo vedere la chiesa ospitare a Brescia un corso che ci vuole guarire. Pensate ad un ragazzo insicuro, con una famiglia che non lo accetta, con un contesto sociale che lo discrimina, senza nessuna tutela, senza alcun diritto. Un corso del genere potrebbe apparire una via di uscita alla propria sofferenza, una soluzione alle proprie difficoltà. Una risposta ovviamente sbagliata e pericolosa: perché i problemi stanno altrove e l'unica “terapia” possibile è il percorso che aiuta ad accettare la propria natura. E' per questa ragione saremo tutti in piazza, per una manifestazione nazionale di protesta contro chi continua a considerarci malati. Per difendere la dignità di gay, lesbiche e trans, per attaccare queste 19 lezioni di terapia ripartiva, di cristoterapia e di roccia, che nulla hanno di scientifico a troppo di ideologico.
Diremo a questi “moderni” stregoni ciò che Sigmund Freud già affermava nel 1920: «L'impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale non offre prospettive di successo molto migliori dell'impresa opposta».

Arcigay Orlando di Brescia



L'iniziativa promossa dal Gruppo Lot alla casa delle Canossiane raccontata da un partecipante

Una regola per i partecipanti: «Rientra a casa tua da solo»

Nel documento. «Il nostro obiettivo principale è di proporre a tutti la possibilità ottimale di guarigione (sic!)». Si apre così il documento che il gruppo ha fatto sottoscrivere a tutti gli iscritti. Ma nel testo ci sono altri passaggi degni di nota. «Lot mette l'accento su una reale importanza nelle amicizie sane», si legge ancora. I partecipanti, inoltre, con un decalogo si impegnano alla partecipazione regolare (1) e a frequentare la chiesa locale per «aiutare a integrarti nella comunità» (4). «La possibilità che tu sia attratto da un partecipante del gruppo c'è. Per questo chiediamo di non impegnarsi in nuove amicizie nel gruppo durante il corso. Non devono esserci scambi di numeri di telefono, nè intrattenimenti personali dopo la sessione. Ognuno dovrebbe rientrare da solo a casa», si legge al punto 5. E ancora: «Living Waters non rimpiazza un programma psichiatrico, una psicoterapia, una cura d'anima o altra forma d'assistenza professionale» (6), «la partecipazione si basa sulla tua volontà nell'assumerti la responsabilità del tuo benessere» (7). Fino all'inquietante postilla: «Prendo coscienza che i miei comportamenti compulsivi potrebbero intensificarsi durante il periodo di questo corso».

Fonte: il Brescia


By Angelo Stelitano


.


.
Visita il sito: http://www.sesante.it/
.


.



.