La Chicchetta - 54

giovedì 11 dicembre 2008

La questione morale e gli ipocriti moralisti

Come nei documentari del National Geographic sugli squali: sentono l'odore del sangue e si aggirano a caccia della preda digrignando i denti. Il balletto che si è attivato intorno al Pd e a Walter Veltroni dopo Napoli, la Toscana e l'Abruzzo ha qualcosa di osceno. Perché non si assiste a una doverosa indignazione verso la politica contaminata dal malaffare, se non addirittura protagonista dell'illecito, ma al cinico sussiego dei professionisti della politica indagata che dicono: visto? Altro che superiorità etica. Berlusconi addirittura in Abruzzo, a fianco al suo candidato alle regionali Gianni Chiodi (indagato per una discarica chiamate la Torre, nessuna ironia) ha esclamato: nel Pd c'è una questione morale. Insomma altro che Berlinguer, altro che le monetine a Craxi, altro che Mani Pulite. E il Pd, travolto dalle inchieste che in 4 regioni stanno facendo emergere il suo lato peggiore, anziché reagire espellendo o quantomeno sospendendo gli amministratori indagati, ributta la palla nel campo avversario con la peggiore delle risposte possibili: senti chi parla. Nell'Illinois il governatore finisce in manette per aver tentato di vendere il seggio di Obama. Il democratico Rod Blagojevich è stato arrestato con l'accusa di corruzione e frode dopo che gli inquirenti hanno registrato le sue telefonate. In manette anche il suo capo di gabinetto. Arrestati per corruzione e frode, non pedofilia. Eppure nessuno lì sta gridando allo scandalo, all'abuso illegittimo di conversazioni di un politico, al ricorso disinvolto delle manette (ovviamente citando il caso Tortora). Che la questione morale sia tornata al centro della politica non è affatto un male. Nel Pd assistiamo invece al consueto balletto tra dalemiani contro, veltroniani pro, margheriti forse. Dove tutto viene ridotto in briciole per rendere innocuo un problema, secondo la vecchia tecnica andreottiana. Il Pd, che i sondaggi indicano al 28%, ha di che essere preoccupato. E non per le elezioni, che sono lontane. Un intellettuale come Paul Ginsborg dice che la riduzione del partito a staff del leader (con meno iscritti, meno struttura, meno consenso) lo espone al nepotismo e al clientelismo. Se il centrosinistra non cambia direzione, ha ammonito lo storico, può fare la fine dei socialisti craxiani anni '90. Ma Ginsborg è solo un girotondino, non un arguto politico che viene da lontano.


CONSIDERAZIONI: La questione morale esiste, e qualunque amministratore e uomo politico italiano lo sa bene. L'Italia è definita dagli osservatori internazionali e dall'opinione pubblica nazionale ad alto tasso di corruzione tra i paesi europei, ma nonostante ciò i nostri politici si guardano bene dall'approntare radicalmente un antidoto. Eppure dalla soluzione della questione morale dipende la sopravvivenza del sistema democratico rappresentativo che è stabilito nella nostra Costituzione e quindi la vita stessa della politica partecipativa. Non si tratta di fare leggi ma di veicolare in ogni partito i fondamenti di moralità, austerità e solidarietà che consentono di avere una buona amministrazione e rendono orgogliosi gli elettori di identificarsi nella loro classe dirigente. Insomma il primo passo spetta proprio ai singoli partiti che devono scegliere i propri rappresentanti.

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Pensieri in Libertà
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Questione morale

Grazie di avere messo il dito in questa piaga purulenta che affligge la sinistra da qualche tempo, troppo. Vorrei aggiungere delle semplici considerazioni e che cioè, ad oggi, ne Dominici e ne la Iervolino sono indagati..certo è che magari potevano mettersi a disposizione. Ma la filosofia del "senti chi parla", riferita ad una maggioranza di governo con alta percentuale di inquisiti e condannati, avrà fatto pensare che farsi da parte per fatti che riguardano la tua giunta è magari uno spreco o che può essere vista, in questa italietta da isole di famosi, come un'ammissione di colpa. Già, mantenere un comportamento eticamente corretto non paga e magari ti fa apparire pure fesso. E vero pure che, in questi ultimi anni, la classe politica è composta da gente fai da te, nel senso che ciascuno può avere la sfrontatezza di pensare di saper fare il politico pur non avendone le capacità; quando sento certi politici mi viene da rimpiangere la vecchia democrazia cristiana..e ho nostalgia perfino di Fanfani...in certe occasioni sentire qualche parola di buon senso da parte di Fini, addirittura mi fa fare sonni tranquilli..e di fronte a certi interventi di Casini , dal suo ruolo di opposizione, ho addirittura sconvolgimenti ormonali.
Stiamo messi proprio bene. D'altra parte se un direttore di giornale come Sansonetti si commuove di fronte all'orgoglio trasgender del naufrago vincitore e se il buon Bertinotti, tra un acquisto griffato e l'altro, dichiara che la nuova sinistra è questa, ...se anche gli operai , in procinto di cassa integrazione , vedono l'isola dei famosi come un dovere ( come una volta nelle sezioni di partito si leggevano libri e quotidiani) perchè c'è la compagna Luxuria che cerca di inculcare la tolleranza, inserendosi come un agente speciale, nei gangli della televisione più volgare ..e se D'alema con la sua RED insinua il dubbio che YOUDEM e il suo Veltroni forse non hanno diritto alla rappresentanza di quel movimento democratico nato, hainoi ed in buona pace di tutti, in così pochi mesi..che ci resta più ????
Intanto tutto va a rotoli e noi invece di stare allineati e coperti per fronteggiare le quotidiane rappresaglie e portare avanti il pensiero di tutta quella grande massa di italiani che ha votato centrosinistra, ci sparpagliamo in mille rivoli tra i giochetti di Rutelli e le omofobie della Binetti .
Voglio una vera sinistra....anche se sono consapevole che adesso non si può e che bisogna andare avanti.
Cominciamo da domani a dimostrare che ci siamo e che siamo tanti.

Mariangela Romanelli


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