La Chicchetta - 52

martedì 9 dicembre 2008

L'eterno conflitto tra Mediaset e Sky


Il Governo ha deciso il raddoppio dell'Iva, dal 10 al 20%, sugli abbonamenti alle pay-tv, il che vuol dire quasi esclusivamente Sky, che conterebbe circa 4.6 milioni di abbonati. Dicono: viene colpita anche Mediaset. Ma Sky ha in mano il 91.2% del mercato satellitare, Mediaset il 5.4%. Inoltre il vero business di Mediaset è la pubblicità, per cui il raddoppio dell'Iva sugli abbonamenti è un costo del tutto marginale. Infine i profitti di Mediaset sono superiori a quelli di Sky. Sky ha già anticipato, che “a partire dal 1° gennaio ogni cliente avrà un aumento delle imposte del suo abbonamento del 10%”. Cioè 4.6 milioni di famiglie pagheranno più tasse, in particolare gli appassionati di calcio. Eppure Berlusconi aveva detto che mai e poi mai il Governo avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani. Qualsiasi aumento dell'Iva deprime i consumi. Il che è l'esatto contrario di ciò che occorre fare in questa fase di crisi drammatica. Berlusconi invita a consumare; il suo Governo colpisce uno dei consumi, peraltro così diffuso, alla vigilia delle festività. Questo provvedimento, inoltre, modifica le regole della concorrenza fra due grandi imprese private della comunicazione a vantaggio di una delle due, di proprietà del Presidente del Consiglio. Ma la vera questione si chiama conflitto d'interessi. Esso esiste da anni nella persona del Presidente del Consiglio, e non succede nulla. Qualcuno dirà (anzi, ha già detto): "ma basta con questa paccottiglia del conflitto d'interessi!". Certo, si può negare l'evidenza. Ma l'evidenza ha la testa dura: il Presidente del Consiglio è anche proprietario di Mediaset. Sia chiaro: non è che Berlusconi è cattivo e Murdoch, proprietario di Sky, è buono. È che in una democrazia occidentale, che dovrebbe vivere sulla divisione dei poteri e la separazione degli interessi, da 14 anni è in corso un conflitto che non si intende affatto sanare. Esso è indipendente dalla quantità di consensi su cui può contare Berlusconi. In altre parole, l'avere la maggioranza dei voti non attenua, né risolve la questione. Anzi, la aggrava. Male hanno fatto tutti i precedenti governi, compresi quelli di centrosinistra, a non affrontare di petto il problema.
La vicenda del raddoppio dell'Iva a Sky è solo la conferma di un'anomalia democratica di cui l'Italia in tutto l'Occidente ha la poco invidiata esclusiva.

Ultima ora: L'Unione europea: "L'Iva andava armonizzata e l'Italia era libera di decidere se al 10% o al 20%"
Bruxelles chiude il caso delle pay tv

Per Bruxelles il caso delle pay tv è chiuso: nel settore l'Iva andava armonizzata. «Nella direttiva dell'Ue - ha spiegato la portavoce di Laszlo Kovas, commissario europeo al Fisco - c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti». Alla luce di ciò, l'attuale esecutivo italiano «doveva stabilire se mettere tutti al 10% o tutti al 20%», perché «è il Paese che decide».

Considerazione: se fosse stata Mediaset ad avere la maggioranza del mercato satellitare, il Governo Berlusconi si sarebbe comportato allo stesso modo? Dubito fortemente!!

Fonte: Il Brescia


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