La Chicchetta - 202

mercoledì 28 ottobre 2009


SOLIDARIETA'? SI, ALLE FIGLIE


Niente come uno scandalo di letto eccita l’attenzione degli italiani. Se poi la persona in questione è ricca, famosa, potente, e porta avanti la sembianza di una normalissima famiglia cattolica, la curiosità è garantita. E, infatti, la triste vicenda Marrazzo ha subito sostituito partita e motomondiale nelle conversazioni. Che l’Italia sia un Paese cristiano si è capito dalla solidarietà bipartisan per lo sventurato governatore e le sue “debolezze”. La più pelosa delle solidarietà arriva da destra. Il governatore del Lazio riequilibra la partita dei puttanieri tra gli schieramenti che, a oggi, vedeva la destra in gran vantaggio. La solidarietà di destra costa poco, poi, perché, in realtà, da quelle parti, sanno che la gente la differenza tra la Carfagna e Brendona la capisce, eccome. Quello che ferisce di più, però, è la critica/non critica di sinistra. Non parliamo di quel piccolo gruppo che ha legittimamente eletto a propria immagine e simbolo il trans, e che a letto teorizza il queer, ovvero la teoria del “n’do cojo cojo”. Quelli sono adulti che il “marrazzo style” l’hanno sempre sostenuto, ed è giusto che continuino a praticarlo (con maggiorenni possibilmente). Colpisce di più la reazione della sinistra “perbene” e moderata alla Concita De Gregorio. O meglio la “non” reazione. La direttrice dell’Unità domenica sosteneva in un editoriale che «chiaramente » Marrazzo era migliore di Berlusconi, enumerandone le superiorità, nella teoria e nella prassi. Marrazzo essenzialmente sarebbe migliore perché si è dimesso, e perché Natalì e Brendona non sono diventate assessori al traffico e/o alla cultura. La brava direttrice scoprirà presto, dal fornaio e dal parrucchiere, cosa ne pensano davvero gli italiani. Ma la cosa più triste non sono stati i tentativi di dipingere Marrazzo come un signore che erra sì, ma con dignità e senso dello Stato.
La cosa più triste è la solidarietà. Gliel’hanno espressa quasi tutti al governatore. Poi è stato lui stesso a raccontare l’urlo disperato di sua figlia Chiara, la più piccola delle tre, mentre apprende la storia di papà e Brendona alla tele. Eppure di articoli in solidarietà delle tre figlie ne abbiamo letti pochi.
A loro la mia solidarietà. All’ex presidente solo l’invito a trovarsi un buon terapeuta.

By Angelo Stelitano


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