La Chicchetta - 156

martedì 23 giugno 2009

Gratti e vinci? Niente infarti, ma sicuri vitalizi


La pensione è un azzardo, ormai. I conti dell’Inps sono in disordine e ogni volta che c’è da mettere mano ai tagli alla spesa a cosa si pensa? Alle pensioni, naturalmente. Bene, anziché all’azzardo della pensione adesso ci si potrà affidare direttamente al gioco d’azzardo. Sbarca in Italia infatti il Gratta e vinci con il vitalizio. Già di grande successo in Inghilterra, adesso arriverà in Italia la vincita col gioco d’azzardo dei Monopoli di Stato (perché si tratta di gioco d’azzardo, non ci viene altra definizione) che non darà il gruzzoletto subito, ma lo diluirà nel tempo. In pratica un vitalizio che assicura così ogni mese un ridente assegno che o si aggiunge allo stipendio del proprio lavoro, oppure può perfino diventare fonte vera e propria di reddito. Come una pensione, appunto. Con il vantaggio che una vincita troppo elevata al gratta e vinci (tipo un milione di euro) può far venire un infarto o cambiare in peggio la vita delle persone che alla fine potrebbero suicidarsi. Quindi diluire la vincita significa evitare ricorsi ospedalieri e risparmiare sulla sanità pubblica. Tutte le volte che si pensa alle vincite milionarie, immancabilmente si tira fuori la storia di quelli che non sono sopravvissuti alla valanga di denaro, signora mia può essere terribile. Meglio una sana vita micragnosa con le bollette da pagare a fine mese, il mutuo, l’asilo, la mensa dei bambini. Salvo poi investire milioni di euro ogni settimana proprio sui giochi che possono assicurare vincite cospicue: Superenalotto, Lotto, Schedine, Gratta e vinci. Solo quest’anno la cifra mostruosa che gli italiani spenderanno nel Gratta e vinci dovrebbe ammontare a dieci miliardi. Adesso che arriva la nuova formula, il piatto si arricchisce e le società specializzate (Sisal, Snai, Lottomatica e Intralot) si preparano a una gara straordinaria per gestire la ricchissima torta. Vitalizio per vitalizio, ma allora anziché consegnare all’Inps una cifra mensile per accantonare la pensione, diamoli direttamente in mano ai lavoratori che li investiranno nel Gratta e vinci con il vitalizio. Così nell’arco dei trentacinque anni lavorativi di un cittadino, magari ci scappa la vincita. E se poi uno tira le cuoia prima? Il vitalizio viene dato agli eredi, come la reversibilità delle pensioni?


Sarebbe meglio, altrimenti il Gratta e vinci potrebbe ridursi al gesto scaramantico molto diffuso nel sud Italia.



By Angelo Stelitano



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