La Chicchetta - 151

venerdì 5 giugno 2009

E il Regno vacillò per due cassette porno



Un ministro dell’Interno di un paese che, pensate un po’, non è l’Italia si è dimesso senza battere ciglio dopo averla fatta grossa, o forse, più semplicemente, per non aver vigilato su uno strettissimo familiare ingordo. Siamo infatti in Gran Bretagna, e lei, ministro donna, si chiama Jacqui Smith. Il rimpasto governativo che Gordon Brown ha già in mente non ne contempla più la presenza fra gli scranni dedicati all’esecutivo. Le ragioni dell’uscita di scena della signora sono minuscole e insieme ciclopiche, magari addirittura risibili, almeno agli occhi dei tolleranti: si tratta infatti di un affare di famiglia, forse affare è dire troppo, tuttavia l’opinione pubblica non ha accettato (ma perfino “The Guardian”, testata tradizionalmente a fianco dei Laburisti, ha chiesto allo stesso Brown di andarsene) che il consorte del ministro, lo scorso marzo, usasse denaro pubblico per noleggiare due cassette porno. È bastato spulciare le note spese della Smith per accorgersi del misfatto. Un sintomo delle cose che non vanno per il verso giusto a Londra e nel Regno Unito intero, certo, tuttavia dietro il caso Smith campeggia la rabbia dei sudditi britannici contro la prassi (ricorrente fra ministri e parlamentari) nel gonfiare rimborsi e appunto note spese “dal cibo per i cani alla pulizia della piscina”.
Con che occhi giudicherebbe l’assai più mite cittadino del Belpaese un caso del genere?
Proviamo a immaginare il suo pensiero. C’è chi, corroborato dal bisogno di cristiana misericordia, direbbe: e che sarà mai? Mica ha ucciso qualcuno! Certo così di interpretare un sentire comune, doverosamente tollerante, visto che una leggerezza può capitare a tutti, Berlusconi e non. Sì, il soprassedere davanti alle regole, forse perfino agli stessi principi di trasparenza, di correttezza istituzionale. Ma c’è anche chi vorrebbe invece che la stessa sollecitudine nel cedere la poltrona e le prebende sia rispettata anche fra Palazzo Chigi, piazza Montecitorio e Palazzo Madama, “perché i governanti è giusto che diano per primi l’esempio, cavolo!”, salvo poi accorgersi che ragionare così non tiene conto dell’arma del perdono.
Fossi il marito del ministro Smith sceglierei di venire a vivere in Italia, magari a spese del nostro presidente del Consiglio.



By Angelo Stelitano


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