La Chicchetta - 183

lunedì 21 settembre 2009

UNA SINISTRA TRAPPOLA


È legittimo, per tattica e opportunità, essere amici degli avversari degli avversari prescindendo dalle loro posizioni? Ad esempio: se domani Bossi rompesse con Berlusconi, sarebbe giustificabile una sua alleanza con il Pd? Sarebbe legittimo, da parte dei democratici, cercare intese con una forza - la Lega - xenofoba e regressiva solo in virtù del fatto che esercita un’azione di contrasto al loro principale avversario? Un ragionamento analogo vorrei farlo per i rapporti che intercorrono tra gran parte delle forze del centrosinistra e il Vaticano. È un ragionamento che guarda alla manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si terrà a Roma; delle molte questioni che pertengono l’ingerenza della Chiesa nella nostra vita pubblica. Perché sono convinto che esista da tempo, e che non si sia mai attenuata, una campagna aggressiva e pervasiva, che gode dell’appoggio di larga parte del mondo mediatico, volta a condizionare pesantemente la politica italiana in senso reazionario: con l’obiettivo primario - e non solo di limitare severamente o negare tout court le libertà personali dei cittadini. Testamento biologico, fecondazione artificiale, aborto, contraccezione, coppie di fatto, politiche sulle droghe, ora di religione a scuola e altro ancora: per ciascuno di questi temi Ratzinger e le sue truppe conducono una sorta di guerra - tutt’altro che santa - attraverso testate giornalistiche controllate o compiacenti; attraverso un potere diretto sulla classe politica che trova sponda in tutte le forze presenti in parlamento; attraverso l’esercizio ricattatorio del potere di scomunica. L’atteggiamento della Santa Sede, in quest’ultimo caso, configura la coesistenza di due diritti autonomi e confliggenti: ciò che per lo Stato italiano è legge - ad esempio la Ru486 - per la Chiesa può essere peccato mortale; e la possibilità che un cittadino si avvalga delle facoltà che detta legge gli garantisce, o che a essa semplicemente si attenga, merita la massima sanzione possibile. Che, va da sé, non è sanzione civile o penale, ma diniego di partecipazione al credo. Il cerino della resistenza a cotanta ingerenza è rimasto in mano ai soli Radicali. Per il resto è un silenzio assordante; che si fa più sordo ogni volta che tra il premier e il Vaticano qualcosa scricchiola, che si nutre di un’idea debole, debolissima, di laicità e liberalismo.

Ma gli avversari degli avversari non sempre possono essere amici.
Tantomeno possono esserlo i falsi avversari degli avversari.

By Angelo Stelitano


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