La Chicchetta - 207

mercoledì 4 novembre 2009

Dimissioni? Meglio parlare di abdicazione.


Il nostro Presidente del Consiglio ha fatto sapere che non si dimetterebbe neppure se venisse condannato da un tribunale. Immagino che la dichiarazione non abbia turbato i sonni dei bookmaker. Nel caso avessero accettato scommesse su questa vicenda. Diciamo che probabilmente la quotazione era la stessa che offrivano a chi scommetteva che Fininvest avrebbe pagato sull’unghia i 750 milioni di euro del risarcimento che è stata condannata a versare per il caso del lodo Mondadori. Cioè, teoricamente son tutte cose possibili, ma poi ne parlerebbero a Voyager di Rai2 insieme alle teorie circa gli alieni che affondano Atlantide su incarico del mostro di Loch Ness. Inoltre abbiamo visto che situazioni che a chiunque altro causerebbero rapide dimissioni e ampia disapprovazione ad altri invece scivolano all’incirca come l’acqua sulle penne delle anatre. Alcuni sospettano che la spiegazione sia in un uso innovativo di una sostanza già nota: noi credevamo fosse fondotinta, invece era teflon. Resta un dubbio: se esista in natura qualcosa che in questo caso possa separare l’uomo dall’incarico, il fantastiliardario dal politico, il legislatore dal delegittimatore. Magari è solo una questione di termini. Come si può pensare che da certe posizioni si accetti di parlare di minuzie come le dimissioni? Si potrebbe porre la domanda con più delicatezza. Che so, parlando di abdicazione.


By Angelo Stelitano


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