La Chicchetta - 212

giovedì 17 dicembre 2009

O l'Italia cambia o ci saranno altri Tartaglia


La violentissima e rozza campagna di stampa che il Giornale di Feltri ha scatenato contro Gianfranco Fini, questa sì indice di imbarbarimento di testate dal nome glorioso, non devono far perdere di vista un auspicio in forma dubitativa che il presidente della Camera ha comunicato ieri ai giornalisti: abbiamo superato da tempo il livello di guardia nello scontro politico. Siamo calati in una palude in cui anche gli innocenti, ogni volta che si muovono, spingono fango. Siamo precipitati in un b movie, una fiction scadente in cui un premier, prima di essere bersagliato da un pazzo che probabilmente si sentiva legittimato da un clima di ostilità verso Berlusconi, è stato accusato delle peggiori e più assurde nefandezze. È un Paese normale quello in cui un premier viene paragonato a un tiranno? No, e una volta tanto ha ragione Marcello Veneziani: se c'è il tiranno, c'è il diritto al tirannicidio. Se questa idea malsana non viene espiantata, anche attraverso un'azione di moderazione complessiva del dibattito pubblico trasformato in una cacofonica caciara, ci sarà sempre qualche altro Tartaglia più o meno scemo pronto a emulare l'opera maledetta dell'elettricista psicopatico. Ma è un Paese normale quello in cui sull'opposizione, di tanto in tanto, vengono caricate accuse di golpismo, di stalinismo, di veterocomunismo o fate voi? No, neppure in questo caso l'Italia è una democrazia normale. Certa stampa cosiddetta moderata o di centrodestra c'ha messo del suo nell'inquinamento dei pozzi della nostra qualità democratica. Leggere, per dire, di Casini come "mandante morale" del gesto di Tartaglia fa accapponare la pelle, o fa girare le palle, fate voi. Qui il buonismo non c'entra, stiamo solo parlando di quel minimo di decenza che chi scrive dovrebbe rispettare. Altro che buonismo, altro che cattivismo, gemelli uguali e diversi di una nazione che ancora non ha imparato a confrontarsi sul terreno, ostico ma corretto, del conflitto tra idee, della competizione tra proposte, delle inchieste serie condotte seriamente, ovvero il contrario della campagna di Repubblica sul Berlusconi paramafioso e del Giornale sul povero Dino Boffo. L'hanno massacrato e poi Feltri ha detto: mi sono sbagliato. E pure senza fare mea culpa. Complimenti.





By Angelo Stelitano



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